Storia e cultura irlandese

I soldati irlandesi del Papa ,un battaglione San Patrizio nel Risorgimento

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Come abbiamo visto gli irlandesi fuori dal proprio paese hanno la tendenza a combattere per le cause perse non importa se piú o meno nobili.

Nel XIX secolo anche se la repressione anti cattolica piú barbara era ormai passata era ancora difficile per un cattolico ambizioso riuscire a trovare la propria strada : il massimo a cui si poteva aspirare era o diventare un libero professionista ( avvocato, medico etc) o restare ai livelli bassi dell’amministrazione e delle forze armate.  La Grande Carestia tra morti ed emigranti aveva dimezzato la popolazione e l’isola viveva un momento di benessere economico e nello stesso tempo vedeva la nascita di un nuovo nazionalismo irlandese che cercava di costruire una nuova Irlanda da una parte cercando di ridare vita alla lingua e cultura celtica e dall’altro riconoscendosi sempre di piú nella Chiesa Cattolica. In questi anni relativamente pacifici i governi inglesi ,dopo la disastrosa gestione della Carestia, cominciavano a lavorare per favorire lo sviluppo economico irlandese ma senza nessuna prospettiva sul futuro di un paese dove il 20% della popolazione controllava la totalitá delle cariche pubbliche  e tutti gli altri cominciavano solo di recente a godere dei pieni diritti di cittadini britannici.

In questa situazione di calma apparente e di tensioni irrisolte l’appello di Pio IX aveva tutti gli ingredienti giusti per colpire l’animo irlandese: richiedeva di combattere per la Fede, indispettiva il governo britannico e garantiva un’avventura dalla quale sarebbero tornati salutati come eroi.

Una legione straniera per lo Stato Pontificio

Vittorio Emanuele II (1820-1878)

Papa Pio IX (1792-1878)

Nel 1860 era piuttosto chiaro alla corte pontificia che il processo di unificazione italiana procedeva spedito con il supporto piú o meno scoperto del governo di Lord Palmerston e che le forze armate pontificie erano assolutamente insufficienti anche per tentare una difesa di facciata.

Il pontefice Pio IX invió emissari in tutti i paesi cattolici per tentare di reclutare una legione straniera per la difesa dello Stato Pontificio ( al momento il Papa godeva della protezione di Napoleone III ma il rischio di restare indifesi una volta tolto di mezzo l’imperatore francese ,come poi successe, era troppo grande).

Nel marzo del 1860 arrivó  a Dublino una delegazione papale guidata dal conte austriaco di origine irlandese Charles Mac Donnell che grazie al supporto di Alexander Martin Sullivan editore del quotidiano “The Nation” poté organizzare una serie di manifestazioni in tutta l’Irlanda che portarono alla raccolta di 80.000 pound (circa 9 milioni di euro attuali) una cifra eccezionale considerando che i cattolici erano spesso la parte piú povera della popolazione.

Per ostacolare il reclutamento il governo britannico emanó il Foreign Enlistment Act che proibiva ai sudditi britannici di arruolarsi in eserciti stranieri ma come sempre l’opposizione britannica rese ancora piú attraente agli occhi irlandesi l’andare a combattere per l’esercito pontificio e circa 1400 irlandesi lasciarono l’isola per raggiungere Roma.

Mallacht Dé ar an mbanrion , It’ll be the Pope for me.”

Dio (Dé) maledica (mallacht) la Regina (an mbarion) io scelgo il Papa

Il grido di battaglia dei volontari irlandesi

Una guerra persa in partenza

Gli uomini che partirono alla volta dell’Italia rappresentavano uno spaccato dell’Irlanda cattolica ed erano per la maggior parte contadini ed operai a cui si erano aggiunti anche professionisti e 20 membri della polizia di stanza a Cork abbandonarono il proprio lavoro ( uno dei pochi impieghi sicuri dell’epoca) per entrare nell’esercito pontificio.

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Maggiore Miles O’Reilly ( 1825-1880 ) in uniforme da ufficiale dell’esercito pontificio

Arrivati in Italia gli irlandesi scoprirono presto lo stato di totale impreparazione dell’esercito Pontificio: nonostante fosse comandato da Louis Christophe Leon Juchault de Lamoricière uno dei piú famosi ed abili ufficiali dell’epoca  l’esercito era composto da nove diverse nazionalitá che non conoscevano l’una la lingua dell’altro ed era equipaggiato con gli scarti di quello austriaco.

Alcuni irlandesi delusi dalla disorganizzazione e dalla scarsezza di mezzi tornarono a Dublino mentre la maggior parte fu inquadrata in un battaglione San Patrizio al comando  del maggiore Miles O’ Reilly.

Lamoricière non si faceva illusioni sul suo esercito e quando le truppe piemontesi nel settembre 1860 invasero lo stato pontificio sperava di riuscire almeno ad organizzare una resistenza di facciata per salvare l’onore delle armi ma alcune unitá irlandesi invece combatterono fino all’ultimo.

A Perugia gli uomini comandati da Patrick Clooney impegnarono i piemontesi per le vie della cittá e si asserragliarono in un edificio del centro da cui solo l’artiglieria riuscí sloggiarli.

A Spoleto circa 600 irlandesi al comando di O’Relilly difesero la Rocca Albornoziana per 14 ore dagli attacchi dei bersaglieri prima che anche qui l’arrivo dell’artiglieria li costringesse alla resa.

L’ultima e piú impegnativa battaglia si svolse nei pressi di Ancona il 18 settembre quando Lamoricière fu bloccato sulla via di Ancona dal Quarto Corpo d’Armata guidato dal generale Cialdini qui gli irlandesi guidati dal capitano Martin Kirwan ( insieme ai volontari belgi) riuscirono a Castelfidardo a ritardare l’avanzata piemontese dando la possibilitá alle truppe pontificie di ritirarsi e perdendo 32 uomini su 105.

Di  guerra in guerra : dall’esercito del Papa a quello dell’Unione

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Myles Walter Keogh nel 1862 durante la Guerra Civile americana

La guerra duró in tutto 18 giorni e si concluse con la resa di Ancona e gli irlandesi catturati dai piemontesi vennero inviati a Genova e detenuti come prigionieri di guerra ( agli ufficiali era peró possibile visitare la cittá liberamente). La paura piú grande era di essere consegnati al governo britannico ed essere processati come traditori sotto il Foreign Enlistment Act  ma il governo piemontese o per magnanimitá o per non peggiorare le giá terribili relazioni con i cattolici  decise di rilasciare i prigionieri che per la maggior parte emigrarono in America mentre il resto ritornó di nascosto in Irlanda . Un gruppo di 50 veterani decise di rimanere al servizio del Papa e come,Compagnia di San Patrizio, vennero inquadrati negli Zuavi pontifici al comando del capitano Frank Russell.

La maggior parte dei sopravvissuti si uní all’esercito unionista durante la Guerra Civile ed il piú famoso é sicuramente Myles Walter Keogh che si era distinto in Italia nella difesa di Ancona  e che per il suo coraggio fú promosso capitano del settimo cavalleggeri . Finí la sua carriera ucciso con il generale Custer a Little Big Horn.

Gli irlandesi tornati in patria nonostante avessero tentato di tenere un basso profilo furono spesso accolti come eroi e le autoritá britanniche fecero finta di non vedere per evitare incidenti.

 

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La medaglia Pro Petri Sede elargita a tutti i veterani .Al centro la croce rovesciata di San Pietro mentre la scritta é un verso del Vangelo di Giovanni: Questa é la vittoria che sconfigge il mondo ,la nostra Fede

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Tuath

Nell'Irlanda pre normanna rappresentava la forma basiliare dell'organizzazione politica celtica. Si riferiva solitamente sia ad un'area che ai suoi abitanti e di solito si riferiva a regni composti di circa 300 famiglie . Nell'irlandese moderno é passato a significare la campagna in contrapposizione con la cittá ( molto raramente é usato per designare i laici intesi come l'insieme dei fedeli che non fanno parte del clero).