Personaggi, Storia e cultura irlandese

Miler Magrath , un vescovo cattolico e protestante nell’Irlanda dei Tudor

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Partito come un umile frate francescano Miler Magrath divenne uno degli uomini piú ricchi d’Irlanda grazie alla sua”disinvoltura” in materia di fede ed in un epoca dove migliaia di Irlandesi venivano deportati,privati dei propri beni e a volte uccisi per la loro fede Miler passó senza nessun tentennamento dal Cattolicesimo all’Anglicanesimo e per tutta la sua vita fondó la sua fortuna sul suo approccio piuttosto pragmatico ai problemi di fede.

L’Irlanda di Miler Magrath

Il disimpegno inglese in Irlanda

Dalla fine del XIV secolo la corona inglese aveva abbandonato ogni pretesa di governare il territorio irlandese limitandosi alle citta’ costiere ed alle terre intorno a Dublino ( il cosiddetto Pale ). Il titolo di luogotenente reale era divenuto di fatto ereditario ed era detenuto dai Fitzgerald di Kildare mentre i signori irlandesi rimanevano troppo divisi per conquistare l’isola ma troppo numerosi per poter essere sconfitti . Nel frattempo l’Inghilterra era impegnata a combattere la guerra dei 100 anni e successivamente veniva dilaniata dalla guerra delle Rose avendo percio’ poco tempo da dedicare all’Irlanda. Finché il luogotenente riusciva ad inviare a Londra un ragionevole ammontare di tasse e di reclute rimaneva libero di gestire l’isola come voleva e di solito questo consisteva in una politica di Divide et Impera volta ad impedire che tra gli irlandesi emergesse un capo capace di riunire i piccoli regni gaelici e cacciare gli inglesi.

Enrico VIII e la riconquista dell’Irlanda

Tudors

La fine della guerra civile con la vittoria dei Tudor non ebbe molte ripercussioni in Irlanda ma la ribellione di Thomas Fitzgerald ,Earl di Kildare riportó l’attenzione della Corona sull’isola ed Enrico VIII che,dopo aver inviato rinforzi in Irlanda, “spinse” il parlamento di Dublino a trasformare l’Irlanda in regno ( il cui re era Enrico ovviamente) ed ad adottare il diritto inglese. Per fiaccare la resistenza durante il regno degli Stuart furono tentati diverse soluzioni con piú o meno successo: le terre confiscate alla Chiesa permisero di corrompere i nobili irlandesi mentre allo stesso tempo la Corona poteva mantenere guarnigioni piú numerose per reprimere ogni opposizione. In generale peró il tentativo di centralizzare il potere in Irlanda incontró una fortissima resistenza da parte di un’aristocrazia abituata a non dover rispondere a nessuno e questa resistenza sfoció nel Munster nelle due ribellioni dei Desmonds (1569-1573,1579-1583) e nella loro repressione che ridusse una delle aree piú ricche d’Irlanda in rovina e nell’Ulster nella guerra dei nove anni (1594-1603). Non avendo ormai fiducia nei propri sudditi irlandesi la Corona inglese nel corso di tutto il XVI secolo inizió un programma di colonizzazione volto a popolare l’Irlanda con sudditi inglesi : ogni volta che delle proprietá erano confiscate ad un monastero cattolico o ad un nobile riottoso queste venivano divise in appezzamenti dati ai coloni che formavano cosi delle aree totalmente leali (cosiddette”plantations”).

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La mappa della Plantation di Colerain nell’Ulster. Nel 1714 solo il 7% delle terre rimarrá in mano cattolica

La vita di Miler Magrath

Questa era l’Irlanda dove nel 1523 venne alla luce Miler Magrath in quella che é oggi la contea di Fermanagh in Ulster. I Macgrath erano parte dell’aristocrazia normanna ormai adattatasi alla cultura irlandese e Miler ,come era comune all’epoca per chi non era primogenito, decise di prendere i voti e come francescano risiedette a Roma fino al 1565 quando fú nominato vescovo di Down e Connor in Ulster.

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Il blasone dei Magrath. Il clan é ancora in Ulster ed ha anche un sito

In Irlanda conobbe il governatore dell’isola Sir Henry Sidney e decise di convertirsi all’anglicanesimo ma poiché il re non lo nominó vescovo Miler decise ,senza abiurare la sua fede anglicana, di rimanere vescovo cattolico; nel 1580 il Papa lo privó del titolo e relativi benefici e lo condannó come eretico ma nel frattempo Miler era stato per 9 anni allo stesso tempo un vescovo cattolico ed un sacerdote anglicano.

Evidentemente Miler doveva avere delle qualita’ perché nel 1570 fu nominato arcivescovo di Cashel e vescovo di Elmy e si trovó catapultato nel bel mezzo della prima ribellione dei Desmond dove naturalmente aiutó le forze della Corona cercando allo stesso tempo di non inimicarsi i ribelli ; il suo doppio gioco si rifletteva nel suo trattamento del clero cattolico: l’arcivescovo cattolico di Cashel poté continuare il proprio lavoro in pace mentre il vescovo di Elmy fu fatto arrestare da Magrath e morí nel castello di Dublino.

Ne 1582 quando era ormai chiaro che i ribelli erano destinati alla sconfitta viaggió fino a Londra portando con sé tutte le informazioni sula ribellione che aveva accumulato in anni di doppio gioco e per la sua lealtá fu premiato con i vescovadi di Waterford e Lismore.

Nel 1599 durante la guerra dei 9 anni fu catturato dagli O’Neill e rilasciato dopo aver promesso di convertirsi al cattolicesimo e aver lasciato un ostaggio come garanzia. Appena libero e non troppo preoccupato per la sorte del suo parente lasciato agli O’Neill  corse a Londra per dimostrare la sua lealtá e fu ricompensato da Robert Cecil ( una sorta di consigliere capo sotto Elisabetta I e Giacomo I ) con un vitalizio e la possibilitá di tornare a Cashel scortato dalle truppe inglesi. La sua amicizia con Cecil si incrinó quasi subito perché appena tornato a Cashel cominció a lamentarsi della scarsezza del suo vitalizio e delle rendite misere dei suoi vescovadi finché da Londra Cecil dovette formalmente censurre Magrath affermando che uomini come lui avevano ridotto la chiesa anglicana “un porcile”(hogsty).

La sua aviditá alla fine lo rese talmente impopolare che sia  il procuratore reale che l’arcivescovo di Dublino lo denunciarono al re Giacomo I costringendolo a rinunciare a 2 vescovadi su 4  ed a tenere un profilo piú basso. A questo scopo si trasferí in Ulster e lasció il suo fiduciario William Knight come amministratore a Cashel dove purtroppo fece rimpiangere la gestione Magrath: dopo due anni venne cacciato dopo l’ultimo caso di ubriachezza molesta ed atti osceni in luogo pubblico e i revisori contabili inviati da Dublino scopriorono che le rendite degli ultimi due anni erano state sperperate fino all’ultimo centesimo.

Gli ultimi anni di vita li spese come membro del parlamento irlandese e, naturalmente, rimanendo in contatto con una rete clandestina di sacerdoti cattolici che continuavano a sperare nella sua conversione.

Sulla genuinitá dei suoi dubbi religiosi gli storici sono divisi visto che sembrerebbe piú probabile che preferisse mantenere buoni rapporti in caso di un’improbabile restaurazione cattolica ; morí comunque anglicano nel 1623 all’etá di 100 anni lasciando 4 figlie e 4 figli da due sucessivi matrimoni ( e probabilmente un reggimeno di figli avuti fuori dal matrimonio).

Fú seppellito nella cattedrale di Cashel e la sua lapide celebra la sua moralitá duttile:

 There had come of old to Down as his first station,

The most holy Patrick, the glory of our Nation;

Succeeding him, would that I had been as holy;

So of Down, at first I was the prelate;

behind thy sceptre, England, I worshipped for fifty years,

and in the time of noisy wars, thy chiefs I pleased.

Here where I am laid, I am not

 I am where I am not

 Nor am I in both places, but I am in each

 It is the lord who judges me

Let him who stands take care lest he fall

Nel passato partí da Down come prima tappa

il Santissimo Patrizio gloria della nostra Nazione

Nel succedergli,avrei voluto essere cosi santo

ed all’inizio ero sacerdote a Down

Protetto dal tuo scettro, Inghilterra, ho pregato per 50 anni

ed in tempo di guerra i tuoi capi ho servito.

E giaccio ora dove non giaccio

e sono ora dove non sono

Non sono in tutti e due luoghi ma in entrambi

Solo il Signore mi giudica

E colui che si erge stia attento a non cadere

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La tomba di Miler Magrath nella cattedrale di Cashel

Gli ultimi criptici versi si riferiscono al suo tenere il piede in due staffe per tutta la vita mentre alla fine mette in discussione il diritto dei altri di giudicarlo.

Per secoli Miler Magrath é stato la bestia nera dei cattolici ed un imbarazzo per gli anglicani poiché per gli uni era un traditore scomunicato che abbandonó la fede per la carriera mentre per gli altri era la rappresentazione della corruzione del clero cosi prevalente in Irlanda dopo la Riforma.

Recentemente un libro di padre Patrick Ryan “Miler Magrath , l’enigma di Cashel” tenta di rappresentare Magrath come una figura combattuta nel mezzo di un’epoca di divisioni violente che fino alla fine cercó di riavvicinarsi al cattolicesimo e da nuovi documenti sembrerebbe che Papa Paolo V fosse pronto a riaccoglierlo nella chiesa cattolica a condizione ovviamente che rinunciasse ai suoi titoli come vescovo anglicano ma Miler rifiutó l’offerta (senza dubbio per motivi altamente spirituali). Ancora nel 1619 il Papa riconobbe come legittimi i figli del secondo matrimonio per cercare forse di ottenere una conversione in punto di morte di cui peró non sappiamo nulla.

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Tuath

Nell'Irlanda pre normanna rappresentava la forma basiliare dell'organizzazione politica celtica. Si riferiva solitamente sia ad un'area che ai suoi abitanti e di solito si riferiva a regni composti di circa 300 famiglie . Nell'irlandese moderno é passato a significare la campagna in contrapposizione con la cittá ( molto raramente é usato per designare i laici intesi come l'insieme dei fedeli che non fanno parte del clero).