Irlanda da scoprire, Storia e cultura irlandese

Rindoon, una citta’ normanna dimenticata dal tempo

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Al centro dell’Irlanda sulle sponde del Lough Ree sorgono i resti di un villaggio normanno con tanto di mura e castello!

Devo ammettere che quando una mia collega al castello di Athlone mi ha raccontato di Rindoon ero un po’ scettico ,se c’e’ una cosa in cui gli irlandesi sono bravissimi e’ il marketing culturale e pensare che a 20 minuti dall’autostrada Dublino-Galway ci sia un posto del genere e che quasi nessuno lo conosca mi sembrava impossibile. Ho pensato che avrei trovato al meglio un muro ragionevolmente antico ed una placca che racconta che il muro era parte di chissa’ quale castello. Comunque una passeggiata in riva al lago e’ meglio che guardare la televisione cosi ho preso i bimbi piu’ grandi e mi sono avviato.

Grosso errore! Non solo Rindoon merita una visita approfondita ma per la sua posizione geografica non si presta ad essere visitato con i bambini e richiede un po’ di preparazione.

Prima di ritornare una visita in biblioteca ha rivelato qualcosa della storia di Rindoon ma la quantita’ di materiale era deludente e purtroppo non e’ colpa della biblioteca della contea perche’ anche in quella nazionale di Dublino c’e’ poca roba.

Ma andiamo con ordine e vediamo come prepararsi,come arrivarci ,la storia di Rindoon ed una guida alle rovine.

La preparazione

Naturalmente il primo consiglio e’ un giacchetto impermeabile e se soffrite il freddo portatene uno bello imbottito perche’ sul lago puo’ tirare parecchio vento.

La particolarita’ di Rindoon e’ che le rovine sono un monumento nazionale ma sorgono su una proprieta’ privata ed a seconda della stagione avrete a che fare con mandrie di pecore e di mucche o con gente intenta ai lavori agricoli ( il che puo’ bloccare l’accesso ad alcune parti). Come visitatori avete il diritto di passaggio ma a parte delle scalette messe per superare i muretti che dividono i campi non c’e’ nulla per rendere la visita agevole. Non ci sono da scalare montagne ma c’e’ da passare tra i rovi e su terreni sassosi ed almeno una volta finirete col piede in un ricordino lasciato da uno dei bovini percio’ scarpe ed abiti robusti sono essenziali.

In media riuscirete a visitare il luogo con 2-3 ore a seconda di quanto esplorerete per cui sta a voi decidere se vi serve uno snack e dell’acqua e se andate da soli lasciate detto dove andate perche’ nell’improbabile caso che vi facciate male potrebbero passare giorni prima che qualcuno passi di la’.

L’arrivo

Il lago

Lough Ree

 

 

Dall’autostrada N6 arrivati ad Athlone vedrete l’uscita per Roscommon seguite le indicazioni e dopo 20 minuti sulla vostra destra vedrete alcuni negozi ed il cartello che indica in villaggio di Leecarrow.

Entrati nel villaggio seguite le indicazioni per il “villaggio medioevale” e in 5 minuti si arriva all’entrata dove troverete la mappa della penisola ed una breve storia del posto.

Il resto della strada e’ privata e,se non siete clienti del B&B situato all’interno del sito, dovrete proseguire a piedi.All’interno non ci sono servizi igienici ma molto probabilmente non ci sara’ molta altra gente in giro per cui regolatevi di conseguenza ( intendo dire che potrete seguire il richiamo della natura senza problemi).

LA STORIA DI RINDOON

Le mura del castello 2

 

Anche se e’ conosciuta per le rovine normanne il nome stesso del luogo fa pensare che fosse gia’ abitato dai celti infatti il nome Rindoon potrebbe venire dal gaelico Rin (braccio di terra) e Dun           ( fortezza) ma la prima data che abbiamo con certezza e’ l’anno 845 D.C. quando il vichingo Turgesius fece di Rindoon una base da razziare l’Irlanda centrale. Il singolare personaggio decise di sposare la figlia di Malachy uno dei signori piu’ importanti della zona e questi finse di accettare inviando la figlia con 14 damigelle. Le “damigelle” erano in realta’ 14 guerrieri che potevano ragionevolmente passare per ragazze e che giunti alla corte di Turgesius sgominarono i vichinghi ed affogarono il loro capo. La storia di Tergisius e delle sue disavventure con la banda di travestiti medioevali e’ piu’ leggenda che storia ( praticamente e’ la trama di “Natale a Rindoon”) ma il passaggio dell’ultimo degli High King scozzesi Ruaidhri O’Conor e’ invece ricordato negli Annals of Four Masters che narrano di come nel 1156 durante un inverno particolamente freddo riusci’ ad attraversare il lago marciando con il suo esercito sul ghiaccio.

Ingresso castello

L’ingresso al castello

 

I Normanni arrivarono nel 1201 guidati da John De Courcy ma furono sconfitti da Cathal Carrach O’Connor che li costrinse prima a ritirarsi a Rindoon e poi ad abbandonare del tutto l’area.

Successivmente l’area venne in possesso di Philip De Angoulo che, insieme a suo fratello Gilbert, era passato al servizio del capo irlandese Cathal Crovderg O’Connor e da questi fu ricompensato con il controllo dell’area. Quando poi Philip decise di cambiare bandiera di nuovo ed ottenne il perdono dal re John Senza Terra fu riconfermato nei suoi possessi che anzi furono ampliati .

Il controllo normanno sull’area rimaneva comunque debolissimo e solo nel 1226 con l’arrivo della spedizone guidata da Richard De Burgh le cose cominciarono a cambiare.

La morte di Cathal Crovderg O’Connor aveva gettato il clan in una lotta per la successione e reso il lavoro piu’ facile ai normanni che si diedero immediatamente da fare per fortificare i propri domini e Rindoon vide l’inizio della costruzione del proprio castello nel 1227 (le mura seguiranno nel 1251).

Enrico III nomino’ De Burgh signore del Connaught e divise le terre lungo lo Shannon in 5 “cantreds” sotto controllo reale amministrati da un Justicar residente ad Athlone.

Dopo che Athlone fu saccheggiata e data alle fiamme dagli irlandesi il Justicar si sposto’ nella piu’ difendibile Rindoon che divenne il centro dell’amministrazione reale e dove si cercava di tenere i due rami degli O’Connor divisi ed in guerra l’uno contro l’altro.

Questo divide et impera funziono’ fino al 1237 quando Felim Crovderg riuni’ gli O’Connor e costrinse il Justicar a riconoscerlo capo del clan. La situazione rimase esplosiva visto che il castello fu saccheggiato nel 1270 e di nuovo nel 1314 ma con il procedere del XIV secolo Rindoon perse importanza grazie all’accresciuto peso di Athlone come centro economico dell’area e scompare dalle cronache fino al 1559 quando il monastero viene saccheggiato e distrutto dalle truppe protestanti e dalle testimonianze dell’epoca di Rindoon rimanevano solo rovine e le baracche di legno alcuni contadini.Cosi poco importante era l’area che quando nel 1574 alcuni ribelli irlandesi occuparono le rovine del castello furono lasciati fare fino a che non lo abbandonarono spontaneamente.

Rindoon map

LE ROVINE

Una volta entrati a Rindoon sia che si prosegua seguendo il lago o che si tagli verso l’interno, si incontrano le mura del 1251 . Queste mura dividevano la penisola dalla terraferma e rendevano Rindoon sicura verso gli attacchi provenienti da terra; ad intervalli regolari sorgono 3 torri e possiamo ancora vedere i resti del passaggio che permetteva ai soldati di pattugliare le mura. Purtroppo del cancello d’ingresso non rimane traccia.

Le mura di Rindoon

Le mura di Rindoon

Dopo una decina di minuti di cammino si arriva al centro dell’insediamento e da qui dopo aver visitato il bosco di Saint John ( piccolo ma bellissimo) ci spostiamo verso le rovine della chiesa stando attenti alle mucche e pecore che brucano in questa zona .

Le mura=torre

Una delle torri

 

La chiesa normanna 

La chiesa

La chiesa

 

 

Della chiesa non sappiamo molto a parte che doveva essere parte del monastero dei Fratres Cruciferi (alcuni dicono fosse dell’ordine dei Norbertini ) un’ordine molto diffuso in Normandia e l’architettura gotica delle rovine aiuta a datare la chiesa al periodo dell’occupazione normanna.

la chiesa lato

A Nord della Chiesa ci sono i resti di un piccolo edificio rettangolare che potrebbe essere stato una cappella cattolica nel tardo XVII secolo quando le persecuzioni anti cattoliche erano al loro zenith.

La chiesa ingresso

Il mulino

Dalla chiessa ci spostiamo verso le rovine del mulino che domina l’altura a sud.

il mulino

Il mulino viene menzionato per la prima volta nel 1273 quando e’ riportato che Richard Le Charpentier aveva ricevuto 40 scellini per il materiale da costruzione. Non sappiamo se il mulino era sotto il controllo del signore dell’area o del monastero ma dalla grandezza dell’edificio e’ stato stimato che poteva servire una popolazione di 2000 abitanti . Nel 1636 il mulino e’ ancora menzionato ma, come il resto dell’area, sparisce poi dalle cronache tanto che alcuni studiosi ipotizzarono che fosse in realta’ una torre di avvistamento

 

Il mulino da vicino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il castello

La fortezza era circondata da un fossato e sorgeva su un rilievo artificiale cosa che ( come per il castello di Clonmacnoise ) si rivelera’ fatale nel lungo periodo perche’ lo smottamento del terreno causera’ danni irreparabili al castello. In origine era circondato da un fossato di cui rimane il tracciato e poco altro. E’ vietato l’accesso per ragioni di sicurezza all’interno del castello ma non ci sono barriere fisiche all’ingresso.Non sappiamo molto dell’aspetto originale del castello ma probabilmente segue l’esempio dei “motte and bailey” normanni cioe’ una singola struttura fortificata costruita sopra un’altura artificiale circondata da mura.

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La struttura consisteva originariamente di 3 piani ed e’ facile vedere come dominasse il circondario e come dall’alto del castello fosse possibile osservare un’ampia zona.

Purtroppo oggi l’unico piano conservatosi e’ il sotterraneo che e’ rimasto praticamente intatto e con un po’ di destrezza si puo’ ammirare la vista che si godeva dal primo piano di cui rimane solo un muro portante ( se ce l’ho fatta io ad esplorarlo direi che ce la puo’ fare chiunque sempre pero’ con cautela perche’ le rovine del castello non sono aperte ai visitatori e non c’e’ nulla per agevolarli).

Il sotterraneo

Il sotterraneo

Una volta esplorato il castello si puo’ tornare all’entrata seguendo il contorno della penisola e se non l’avete gia’ fatto visitate il boschetto di Saint John sulla punta della penisola : tutta l’area era stata infatti disboscata per far fronte alle necessita’ di Rindoon ma con l’abbandono dell’abitato il bosco e’ piano piano ritornato a reclamare una parte dell’area ed oggi anche senza gli alberi secolari incontrati dai vichinghi prima e dai normanni poi il posto mantiene il suo fascino.

 

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Il Bosco di St.John

 

 

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Tuath

Nell'Irlanda pre normanna rappresentava la forma basiliare dell'organizzazione politica celtica. Si riferiva solitamente sia ad un'area che ai suoi abitanti e di solito si riferiva a regni composti di circa 300 famiglie . Nell'irlandese moderno é passato a significare la campagna in contrapposizione con la cittá ( molto raramente é usato per designare i laici intesi come l'insieme dei fedeli che non fanno parte del clero).