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Violet Gibson:la donna irlandese che sparo’ a Mussolini

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Il 7 Aprile 1926 Benito Mussolini aveva appena tenuto un discorso al Congresso Internazionale di Chirurgia e circondato dalla folla si apprestava a tornare a Palazzo Venezia. Mentre attraversava Piazza del Campidoglio una donna sui 50 anni si avvicinó al Duce ed estratta una rivoltella sparó due colpi a bruciapelo di cui uno solo andó a segno ferendolo al naso. La polizia la salvó dal linciaggio e fu velocemente rimpatriata per evitare incidenti diplomatici.

Nel 1926 Mussolini subirá tre attentati ma mentre quelli di Lucetti e Zamboni avevano una chiara matrice politica cosa spinse Violte Gibson ?

Un complotto internazionale pare improbabile dal momento che il Duce godeva di grande prestigio all’estero e specialmente in Gran Bretagna dove Giorgio V lo insigní del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Bagno e Winston Churchill non  nascondeva le sue simpatie.

Il nuovo libro della storica Frances Stonor Saunders “The woman who shoot Mussolini” cerca la risposta nella vita della Gibson e cerca di gettare luce sulle motivazioni della donna che fú ad un soffio dal cambiare il corso della storia.

Il Duce,che di comunicazione politica ne capiva, utilizzó l'accaduto per aumentare la sua giá alta popolaritá

Il Duce,che di comunicazione politica ne capiva, utilizzó l’accaduto per aumentare la sua giá alta popolaritá

Nata a Dublino nel 1876 suo padre Lord Ashobourne era Cancelliere d’Irlanda e Violet spese la sua gioventú come la maggior parte dei rampolli della nobiltá anglo irlandese tra eventi mondani ed un’inquitudine spirituale che la portó prima alla Teosofia e poi alla conversione al Cattolicesimo nel 1902. Trasferitasi a Londra passava il suo tempo tra ritiri spirituali e gli artisti spiantati di Chelsea e nel 1916,quando viene trovata armata di coltello in giro per Kensington, arrivano  le prime avvisaglie che non tutto é in ordine nella testa di Violet.  Si trasferisce a Roma con una domestica pensando che il cambiamento possa giovarle invece prima passa il tempo a fantasticare di uccidere il Papa e poi nel 1925 tenta il suicidio con la stessa rivoltella con cui attenterá alla vita del Duce.

Violet Gibson

La povera Violet non sembrava avere una chiara idea di cosa avrebbe ottenuto : dalle poche testimonianze sembra che pensasse di salvare l’Italia eliminando il Duce od il Papa e siccome all’epoca il Papa non era mai in pubblico si decise per il Duce che invece amava i bagni di folla.

Non sappiamo cosa sarebbe successo se avesse avuto una mira migliore : ritorno alla monarchia costituzionale , un nuovo Duce o forse una guerra civile tra Ras per la successione ma sappiamo cosa successe dopo il fallito attentato con la popolaritá di Mussolini alle stelle ed un opinione pubblica piú tollerante verso le leggi che tra il 1925 ed il 1928 stavano trasformando l’Italia in uno stato totalitario.

L’epilogo per la povera Violet fú tristissimo : una volta rimpatriata fú dichiarata malata di mente e rinchiusa nel manicomio di St.Andrew a Northampton e lí dimenticata. Durante la sua permanenza scrisse molte lettere alla famiglia reale ed a Winston Churchill dove vagheggiava di piani per creare una societá utopica ma nessuno si prese la briga di spedirle . Con l’entrata in guerra dell’Italia c’era la ragionevole speranza di poter essere dimessa ma 14 anni di manicomio avevano distrutto quel poco di equilibrio mentale che aveva e comunque non aveva nessuno per perorare la sua causa.

foto segnaletica

La Saunders riporta che una delle prima frasi di Mussolini dopo l’attentato fú”sono pronto per una bella morte ma non ad essere ucciso da una di queste vecchie zitelle ripugnanti che vengono in Italia a sciami”

Morí nel 1956 dimenticata da tutti e come ultima richiesta chiese di essere sepolta nel cimitero cattolico di Northampton ma ,come sempre nella sua vita, nessuno le prestó attenzione e finí nel cimitero anglicano di Kingsthorpe.

Cosa rende particolarmente interessante il libro della Saunders é il fatto che non cerca in nessun modo di fare di Violet Gibson un personaggio eccezionale o un martire dell’antifascismo: la cosa veramente eccezionale é che, laddove uomini di incrollabili ideali politici e pronti al sacrificio come Lucetti e Zamboni fallirono miseramente ,stava per riuscire questa signora irlandese di 50 anni affetta da crisi mistiche ed indecisa se uccidere sé stessa,il Papa o il Duce.

La Gibson in manicomio

La Gibson in manicomio (fonte Guardian.co.uk)

 

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Tuath

Nell'Irlanda pre normanna rappresentava la forma basiliare dell'organizzazione politica celtica. Si riferiva solitamente sia ad un'area che ai suoi abitanti e di solito si riferiva a regni composti di circa 300 famiglie . Nell'irlandese moderno é passato a significare la campagna in contrapposizione con la cittá ( molto raramente é usato per designare i laici intesi come l'insieme dei fedeli che non fanno parte del clero).